Discorso di Andrea D’Aronco alla cerimonia di Borgo Villata 24 aprile 2017

BORGO VILLATA, partigiano GB Periz, “Orio”

Prima di iniziare questo mio breve discorso vorrei ringraziare gli organizzatori di quest’evento, la Sezione ANPI “Città di UDINE”, gli instancabili Patrick DEL NEGRO e Federica VINCENTI ed anche Caterina VIGNADUZZO, PRESIDENTE dell’ANPI di PALAZZOLO dello STELLA, che così bene mi ha preceduto. Ringrazio soprattutto voi presenti, cittadini ed autorità assieme, per aver voluto rendere omaggio, qui, oggi, ad alcuni delle migliaia di martiri laici che costituiscono, con il loro esempio, l’ideale fondante dell’Italia Repubblicana. Quando Federica Vincenti mi ha chiesto di parlare oggi, davanti a voi, del MILITANTE COMUNISTA e PARTIGIANO GiovanBattista PERIZ, devo confessare di essermi trovato in un certo imbarazzo. Imbarazzo dovuto alla gravità del compito: ricordare un uomo che ha dedicato la vita agli altri e che, infine, ha dato la propria stessa vita per la libertà di tutti. 

Di cosa avrei parlato? Avrei ricordato forse le tappe che lo formarono come eccellente COMUNISTA? L’esperienza orribile delle trincee della Grande Guerra, la prgionia in Austria, l’iscrizione al Partito Comunista d’Italia fin dal 1925 ed ancora la propaganda clandestina e gli scioperi, la condanna a 13 anni di carcere da parte del Tribunale Speciale, ed ancora la vita da “sorvegliato speciale”, la febbrile attività organizzativa, dopo l’8 settembre 1943, in seno alla Brigata Picelli Tagliamento ed ai GAP udinesi. Infine il tragico epilogo: la cattura e la morte nel campo di MAUTHAUSEN. Si può rendere il meritato ricordo ad un uomo come lui ed a migliaia di donne e uomini come lui con questa semplice e breve descrizione? Io penso di no, non completamente. Manca qualcosa…il presente! 

Mentre noi ci apprestiamo a celebrare l’anniversario della Liberazione da più di un ventennio di barbarie e tirannia, attorno a noi e fra di noi continuiamo ad assistere agli stessi soprusi, in forma più subdola, che SETTANTA anni fa fecero sollevare, armi in pugno, un esercito di popolo che, vestito di stracci, seppe riscattarsi da un VENTENNIO di violenza, arbitrarietà, discriminazione e povertà in nome di ideali come l’eguaglianza, la fratellanza fra i popoli, la libertà di espressione ed associazione ed il diritto ad una vita dignitosa attraverso il lavoro. Nei giorni scorsi, una volta in più nella sua storia recente, uno Stato egemone ha attaccato militarmente, in modo unilaterale e senza alcuna prova certa, uno Stato laico del Medio Oriente che da anni sta combattendo contro un’invasione su più fronti da parte dei fondamentalisti dello Stato Islamico e di altre organizzazioni terroristiche. 

Oggi, finalmente, il giornalista italiano Gabriele Del Grande, viene rilasciato dalle autorità turche, dopo un immotivato ed illegale fermo di polizia di più di 15 giorni, durante i quali non viene informato del motivo della propria detenzione ne gli viene concesso un contatto con l’esterno. La vicenda si svolge sullo sfondo della svolta dittatoriale della Turchia che, grazie ad un “REFERENDUM POPOLARE” e sotto lo sguardo impassibile degli Organi Internazionli, vede il proprio Presidente, ERDOGAN, assumere il ruolo di uomo forte.  Quella che ancora chiamiamo “UNIONE EROPEA” sta sempre più navigando alla deriva, con gli STATI economicamente più forti sempre più disinteressati alla sorte dei MEMBRI più fragili, senza una chiara idea delle necessità sociali dei popoli europei e senza l’obbiettivo di costituirsi in una entità statale forte e riconoscibile condannandosi così, ad una penosa e forse non troppo lenta agonia. 

E’ per questo che PERIZ ha lottato? Egli ha visto i popoli europei dilaniarsi nelle trincee, fratelli contro fratelli, ha visto classi egemoni accanirsi e trarre profitto da quelle più deboli e povere, ha visto villani e prepotenti sopraffare con la violenza i cittadini più pacifici e onesti. Egli ha lottato tutta la vita e, infine, ha donato tutto. E noi? Compagni, non lasciamo arrugginire le armi della democrazia, affidateci dalle migliaia di uomini e donne che hanno dato la vita per noi. Non lasciamo morire il loro sogno di socialismo e democrazia ma anzi, traiamone esempio e coraggio!

Viva la Resistenza dei Popoli!

E viva nella nostro cuore e nella nostra mente il ricordo dei Compagni Caduti!

Morte al fascismo, Libertà ai Popoli.

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