Presentazione del volume “Memorie di un sovversivo”

Venerdì 18 gennaio 2019 alle ore 18.00 presso la Sala convegni della Fondazione Friuli in Via Manin 15 a Udine si terrà la presentazione ufficiale del libro Memorie di un “sovversivo” di Mario Lizzero.

Il volume è stato pubblicato nel 2018 dall’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, in collaborazione con l’Anpi provinciale di Udine, il sostegno della Fondazione per il Riformismo nel Friuli Venezia Giulia e il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Nella serata, dopo i saluti istituzionali di Gianni Ortis, presidente dell’Ifsml, di Dino Spanghero, presidente dell’Anpi provinciale di Udine, di Alessio Di Dio, presidente della Fondazione per il Riformismo in Friuli Venezia Giulia, seguirà un intervento di Alberto Buvoli, presidente onorario dell’Ifsml e tra i maggiori storici della Resistenza. Le conclusioni saranno affidate a Gianfranco Pagliarulo, direttore della rivista on-line Patria indipendente dell’Anpi nazionale. L’incontro sarà coordinato da Flavio Fabbroni e intervallato da letture interpretate da Federica Vincenti.

La pubblicazione propone un inedito rimasto fino a ora chiuso nell’archivio personale di Lizzero e tra le carte dei pochi amici e familiari cui ne aveva fatto dono.

Il volume è curato da Flavio Fabbroni ed è arricchito da un saggio di Alberto Buvoli che propone una biografia politica sul grande e straordinario impegno civile di Lizzero, quello di un uomo che «diede tutto se stesso nelle battaglie politiche, sociali e culturali in cui credeva e nelle quali impegnò tutta la sua intelligenza e il suo acume politico». Il libro racconta della sua esperienza di antifascista, degli arresti e dei periodi di detenzione fino al 1943. Il motivo che ha originato la necessità di redigere questa autobiografia è confidato dallo stesso Lizzero nella conclusione: «Ho voluto ricordare fatti della mia vita e nomi di compagni indimenticabili perché considero una grande fortuna aver potuto lottare a fianco di molti di loro e aver vissuto eventi tanto straordinari, allora tragici ma, attraverso il filtro della memoria, anche esaltanti.

I tempi sono certamente cambiati da allora, non solo perché questi non sono tempi eroici e duri come quelli, ma anche perché molte delle cose che allora credemmo giuste ora non ci paiono più tali e molti degli errori che allora certamente commettemmo, oggi dobbiamo correggerli con spirito laico e libero da impacci. Ma io resto convinto che tutti quei sacrifici non sono stati vani. Tutti quei giovani caduti nella lotta contro il fascismo hanno dato i loro frutti per questa Italia repubblicana nata dalla lotta e dalla Resistenza, e altri frutti daranno. Io credo che questa nostra Italia ha bisogno di tornare a quei tempi con la memoria, specie le nuove generazioni, e ricordare e comprendere le ragioni ideali che mossero quei giovani che andavano nelle galere fasciste, che dovevano essere afflittive per volontà di Mussolini, o che accorsero nella lotta di liberazione». L’11 dicembre 1994 assieme a Mario Lizzero si è spenta, quindi, anche una voce importante della memoria del nostro Paese, una memoria ancora capace di farci sognare e credere, usando le sue stesse parole, a un «mondo migliore».

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