Pubblicato il libro di Mario Lizzero “Memorie di un sovversivo”

Dalla quarta di copertina:

(…) In quegli anni, 1933 e 1934, ci furono, tra friulani e isontini, 267 arrestati, dei quali 150 furono processati dal Tribunale speciale e condannati a 755 anni di galera.

Dalla finestra del carcere di Perugia, dove rimasi circa nove mesi, potevo vedere una stradina nella quale, di tanto in tanto, passava un ragazzo che veniva la sera con una chitarra a fare la serenata alla sua fidanzata. Questa subito si affacciava, e poi scendeva. Provavo naturalmente invidia per il ragazzo, ma ero anche felice, perché potevo vedere il mondo della gente in libertà. Potevo partecipare alla gioia di quel giovane della mia età che era libero e poteva stare con la sua ragazza a Perugia.

Anche alla stazione a Roma c’erano giovani che chiedevano e poi ci salutavano col pugno chiuso. Un gruppo venne a portarci un fiasco di vino, pane e un bel pacco di mortadella. Come avessero fatto ad essere pronti lì in stazione, non lo sapemmo. Ma fummo rinfrancati pensando che forse dietro a tutto questo c’erano i compagni romani, il Soccorso Rosso. Così ci piaceva pensare in quella situazione; questo ci dava speranza e ci incoraggiava.

La maggior parte della giornata la spendevamo nello studio collettivo, a gruppi e individuale. Le lezioni si svolgevano così: un compagno, che in precedenza aveva approfondito un argomento, ne faceva una breve relazione, dalla quale scaturiva il dibattito collettivo, e ciascuno dei partecipanti poteva esporre la sua argomentazione, anche in contraddittorio col relatore, come avveniva abbastanza spesso. A tutti poteva capitare di essere relatori su qualche tema, e lo studio individuale serviva appunto a preparare le relazioni. (…)

La pubblicazione è disponibile presso la sede dell’ANPI Provinciale di Udine.

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