Luciano Pradolin “Goffredo”

di anni 23, insegnante a Tramonti di Sopra (Pordenone) e studente di lingue a Venezia, nato a Tramonti di Sopra il 28 febbraio 1921, comandante del Battaglione « Val Meduna » della Osoppo-Friuli, fucilato l’11 febbraio 1945, assieme ad altri partigiani osovani e garibaldini presso il muro esterni del cimitero di Udine.

L’ultima lettera alla madre:

Carissima mamma,

ho pregato e sperato fino a questo momento, ma la mia sorte ha segnato diversamente. Il tribunale tedesco mi ha condannato alla pena capitale assieme ad altri 23, tra i quali molti di quelli che fu il mio Btg. Ti prego di farti coraggio e pensare che un giorno ci ritroveremo tutti tra le braccia di Dio.

La mia coscienza è pulita, non mi hanno accusato che di aver indossato la diviso dei partigiani. Forse ho anche pianto – Ora non piango più.

C’è stato concesso di chiedere la grazia, ma non spero molto.

Quando non sarò più di questo mondo ti prego di unire il mio nome a quello di Armando e di Bepi gli amici, gli eroi, i puri che presto rivedrò.

Abbi fede come sempre l’hai avuta e pensa con orgoglio a me perché ho fatto il mio dovere e faccio l’ultimo sacrificio per la Patria, per i santi ideali della verità, della libertà e della civiltà.

Ti scrivo con il cuore in mano. In realtà mi dispiace lasciare la vita, particolarmente ora che avevo capito il grande scopo ed il grande significato. Vorrei pregare l’Eterno più forte… sì, vorrei avere una fede più grande, prega anche tu per me.

Tante cose vorrei dirti, ma ho una grande confusione in testa.

I miei compagni si danno abbastanza coraggio.

Ti bacio e ti prego di non piangere tanto.

Saluta tutti i miei amici,

Tuo Luciano

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