L’eccidio di Malga Pramosio

Il 20 luglio, un kommando della divisione “Brandenburg”, composto da tedeschi e polacchi, entrò in Italia attraverso il Brennero. Ad esso si aggregarono alcuni sudtirolesi della Karstjäger Division.

Passata la notte in una malga sul confine austriaco, il mattino dopo indossarono le divise di partigiani garibaldini, si misero il fazzoletto rosso al collo e andarono a chiedere ospitalità in una malga a Passo Pramosio, in comune di Paluzza. Dopo aver pranzato con i presenti, 16 persone (i proprietari e altri di paesi vicini giunti quella mattina per recuperare le loro mucche, dato che il malgaro, Andrea Brunetti, aveva deciso di chiudere perché c’erano state uccisioni in altre malghe), li massacrarono tutti. Il giorno dopo la banda, ingrossata da altri tedeschi, scese verso la pianura lasciando insanguinata la traccia del suo percorso attraverso Paluzza, Cercivento, Sutrio, Villa Santina, Cavazzo. I civili trucidati furono complessivamente 52.

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