L’Aktion Reinhard

 Dopo la Conferenza di Wannsee (20 gennaio 1942), Odilo Globocnik, che era capo delle SS e della polizia nel distretto di Lublino, ricevette l’incarico di sovrintendere alla concentrazione degli ebrei polacchi e alla loro eliminazione.

Per questo scopo furono costruiti i campi di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka.

L’operazione fu chiamata Aktion Reinhard e il gruppo destinato a compierla fu chiamato Einsatzkommando Reinhard.

Processo di Norimberga, udienza del 19 luglio 1946. Testimonia l’ex Sturmbannführer delle SS Konrad Morgen:

“Il Kommando operava sotto il nome di copertura ‘Aktion Reinhard’. Prima che l’azione avesse inizio, Himmler in persona procedette a far giurare i suoi membri. In tale occasione egli disse loro che si attendeva da loro opere sovrumane e inumane. Ma era ordine del Führer. Per chi facesse trapelare la minima notizia su questa azione o approfittasse per arricchirsi c’era la morte.…

Il ‘Kommando Reinhard’ dovette porre termine alla sua attività nell’autunno del 1943 e distruggere sino alle fondamenta i campi di sterminio orientali. Esso fu impiegato quindi compattamente per garantire la sicurezza delle strade nel territorio partigiano in Istria”.

Tra gli uomini dell’Aktion Reinhard giunti a Trieste con Globocnik, c’erano

Christian Wirth, comandante a Belzec, Sobibor e Treblinka, uno dei “cervelli” dell’Aktion Tiergarten 4”, cioè del programma Eutanasia;

Franz Stangl, soprannominato il “boia di Trenblinka”;

Dietrich Allers, anch’egli organizzatore dell’Aktion Tiergarten 4.

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