Giulio Contin “Riccardo”

Nato a Padova l’11.11.1906, esercente di una latteria, aderì nel 1925 alla federazione giovanile comunista. Nel ’26 fu arrestato e nel ’28 fu condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Uscito nel ’32 per l’amnistia del decennale, fu nuovamente arrestato e condannato al confino a Ponza per tre anni. Scoppiata la guerra civile in Spagna, decise di espatriare clandestinamente per arruolarsi nelle Brigate Internazionali; però giunto a Tolone fu costretto a rinunciare dato che l’afflusso dei volontari era stato interrotto. Rimase in Francia nell’organizzazione degli emigranti italiani, ma fu di nuovo arrestato e internato nel campo del Fernet che rinchiudeva comunisti e i componenti delle Brigate Internazionali ripiegati dopo la sconfitta delle forze repubblicane in Spagna. Nel ’41, malato, fu costretto al rientro in Italia e fu confinato alle isole Tremiti, dove rimase fino alla caduta del fascismo.

Dopo l’8 settembre si impegnò nell’organizzazione della resistenza e fu inviato in Friuli, dato che in queste terre la lotta di liberazione era già attiva. E nella Destra Tagliamento divenne commissario politico della Brigata unificata “Ippolito Nievo A”.

Sceso in pianura dopo i grandi rastrellamenti, il 16 marzo 1945 cadde in un’imboscata a un posto di blocco di brigatisti neri. Ferito gravemente all’addome, fu portato prima alle “Casermette” di Pordenone, poi all’ospedale di Udine, dove morì il 18 marzo. Medaglia d’argento della Resistenza.

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