Discorso di Antonella Lestani alla cerimonia presso il carcere di Udine del 5 aprile 2020


Ci troviamo qui oggi, in un modo inconsueto, a celebrare il 75^ anniversario di uno degli eventi più sanguinosi e drammatici della resistenza friulana.
E’ per questo che prima di tutto come cittadina e come rappresentante dell’ANPI, ringrazio il Sindaco di Udine, Pietro Fontanini, per averci permesso di realizzare questo breve momento di ricordo molto importante per la nostra città Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione.
Un ringraziamento va anche ai volontari Protezione Civile per il loro instancabile impegno in queste giornate di emergenza che oggi ci hanno aiutato a realizzare questo evento.
Aprile, mese della Resistenza. Quest’anno non potremo celebrarlo tutti insieme nelle piazze e nei luoghi della memoria.
Così abbiamo pensato di far sentire comunque la nostra presenza ai nostri iscritti e a tutti gli amici e le amiche dell’Anpi registrando questi pochi attimi.
Oggi onoriamo la memoria di 29 partigiani, trucidati a raffiche di mitra dalle SS, dentro le mura di questo Carcere il 9 aprile 1945. A loro va tutta la nostra riconoscenza perché se oggi possiamo essere cittadini e cittadine di una Repubblica Democratica è solamente grazie a quella meglio gioventù, agli oltre ventimila donne e uomini friulani che, volontari, seppero scegliere di combattere il nazifascismo nel nome della libertà a costo della loro stessa vita, per assicurare un futuro migliore, per se stessi e per noi. Un futuro che molti di essi poterono solamente immaginare nei loro ideali!
La Resistenza, soprattutto quella friulana, fu la fucina dove maturarono e si temprarono i valori e i principi che oggi sono espressi in quel capolavoro di altissima civiltà, di democrazia ma anche di lucidità razionale e letteraria che è la Costituzione della Repubblica Italiana: la centralità del parlamento, degli istituti di garanzia, dei diritti umani, sociali, politici e civili, e la prevalenza dell’interesse generale sui diritti individuali e la responsabilità verso le future generazioni. La Costituzione deve essere la nostra guida di fronte alla tanto grave emergenza che in questi mesi, ci troviamo ad affrontare in Italia, in Europa e nel mondo. Costituzione che, oggi più che mai, deve essere attuata.
E in questa circostanza così difficile, accanto alla Costituzione Italiana, che guida l’attiva presenza della nostra associazione, troviamo riferimento, per quanto riguarda l’Europa , nel Manifesto di Ventotene che, in pieno fascismo, immaginava un’Europa senza guerre, unita e solidale.
Riteniamo ci sia particolarmente bisogno di richiamarci a questi capisaldi soprattutto in questi primi mesi del 2020, che ci costringono ad affrontare un evento assolutamente drammatico ed inaspettato. Questa “pandemia” simile a una “guerra” di nuovo tipo, insidiosa e nascosta, con un “ nemico” invisibile. Una lotta che ha unito l’Italia e che l’ha vista, primo stato in Europa, fronteggiare un nemico subdolo.
Il documento di Ventotene e la Costituzione devono essere quindi i fondamentali riferimenti per l’uscita dalla crisi attuale, gli strumenti per riconiugare economia e democrazia in quella che si presenta come ultima occasione per una garanzia di equilibrio internazionale, politico ed economico.
Un pensiero alla “resistenza” dell’oggi. La mettono in pratica ogni giorno i medici, gli infermieri, i tecnici che si occupano delle attrezzature sanitarie, i volontari della protezione civile e della Croce Rossa, i lavoratori e le lavoratrici che tengono in funzione i settori dell’economia considerati strategici, le Forze dell’Ordine. Cercano di “resistere” gli ammalati, che sperimentano sul proprio corpo la forza di questo “virus”, cercano di “resistere” i famigliari, spesso separati dai propri cari,
resistono privati dei loro affetti gli anziani nelle case di riposo, resistono le persone fragili e con disabilità private di quei contatti umani che favorivano il loro benessere, resistono i carcerati chiusi dentro queste mura e i migranti dentro ai CPR, resistono le molte donne costrette dal “io resto a casa” a subire violenze domestiche, resistono gli artisti che ogni giorno sui Social ci offrono arte e culrua gratis, resistono quelli che una casa non ce l’hanno e cerchiamo di “resistere” noi cittadine e cittadine che, responsabilmente, restiamo nelle nostre case. Per questo noi desideriamo che non si perda la memoria di quella Resistenza che ha fatto della nostra nazione una repubblica democratica. La Costituzione ci propone modalità di convivenza civile a cui ispirarci anche nella nostra vita presente.
E per ultimo un appello ai giovani: E’ il vostro momento. Siete voi, siete di fatto la generazione europea, immaginata da Spinelli, Colorni e Rossi, siete voi che avete acquisito una coscienza ed esperienza sovranazionali. Voi potete e dovete essere i protagonisti di questa nuova fase che abbiamo davanti. Mettetevi in campo con le vostre competenze e le vostre istanze, che si sono intraviste in questi ultimi periodi. E’ in ballo il vostro futuro, immediato e lontano. Come la generazione che si mise in campo con la Resistenza prima e con la ricostruzione nel dopoguerra poi, fatevi carico delle vostre sorti e di quelle del Paese, scendete in campo con la solidarietà, la generosità e la coscienza civile che possedete e che vi contraddistinguono.
Questo è il momento di diventare protagonisti attivi, non solo testimoni delle vostre convinzioni, con consapevolezza e coraggio, premesse per crescere come donne e uomini e come cittadine e cittadini.

Ora più che mai: sempre Resistenza!