Comunicato stampa: perfino una Medaglia d’Oro della Resistenza negli elenchi di Urizio, che non se ne accorge!

Udine, 04 maggio 2016

Comunicato stampa: perfino una Medaglia d’Oro della Resistenza negli elenchi di Urizio, che non se ne accorge!

Errare è umano, persistere è diabolico.

Dall’articolo “Le carte di Premariacco: ecco i nomi dei morti” pubblicato dal Messaggero Veneto il 3 maggio scorso, si deduce che la montatura dei 200/800 massacrati dagli slavo comunisti si è sgonfiata. Ma la campagna continua con un nuovo documento trovato nell’Archivio del Comune di Premariacco e datato 19 maggio 1945, in cui l’allora Sindaco chiede alla regia Procura di Udine l’autorizzazione a seppellire le salme di circa 60 persone uccise dai partigiani. È necessario procedere “anche per motivi igienici”, dato che sono “sepolte quasi a fior di terra”. Peccato che le uccisioni siano avvenute in un arco di tempo che va dal 10 ottobre 1943 al 28 aprile 1945, cioè durante l’intera guerra patriottica.

Dei supposti 60 morti, ne risultano riesumati 42, tra i quali 3 cosacchi, 4 tedeschi, 9 rimasti ignoti, 3 della Repubblica sociale, 20 civili e 3 partigiani (fra cui Luigino Tandura “Nibbio”, decorato di Medaglia d’Oro e insignito dall’Università di Padova della “Laurea ad Honorem” alla memoria).

Tutti i nomi citati nell’articolo, ad eccezione di 3 (probabilmente persone residenti altrove), sono stati pubblicati tra il 1987 e il 1991, con ricchezza di particolari anagrafici, nell’opera dell’Istituto friulano per la storia del Movimento di liberazione “Caduti, dispersi e vittime civili nei comuni della regione Friuli Venezia Giulia nella seconda Guerra mondiale”, opera che il signor Urizio farebbe bene ad acquistare per evitare ulteriori imprecisioni.

Per quanto riguarda la “fuorviante e risibile difesa d’ufficio” (come dice Urizio) di Vanni e Sasso, questa volta il problema del presidente della Lega nazionale di Gorizia non è più il dilettantismo in campo storico, ma l’amnesia. Infatti nell’articolo dell’11 febbraio 2016 si legge:

“Nella cavità naturale, situata nel cuore dei Colli orientali a cavallo tra le province di Udine e Gorizia, sarebbero state gettate nel 1945  tra le duecento e le ottocento persone. Ad annunciarlo… è stato Luca Urizio, presidente della Lega nazionale di Gorizia, nel corso della cerimonia organizzata dall’Unione ginnastica goriziana in occasione del Giorno del Ricordo”.

Brevi note biografiche di Luigino Tandura

Nato a Vittorio Veneto nel 1921, orfano del Capitano degli Arditi Alessandro Tandura (a sua volta insignito della Medaglia d’Oro nella Prima Guerra Mondiale) nel 1942 fu arruolato ed inviato sul fronte russo.

Dal settembre 1943 prese parte alla Lotta di Liberazione nelle file della Resistenza friulana (Brigata “Natisone”, Battaglione “Mazzini”).

Morì partecipando il 28 giugno 1944 ad un’azione contro una colonna tedesca fra Orsaria e Premariacco rimanendo in retroguardia per favorire lo sganciamento dei compagni. Alla sua memoria è stata concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare e l’Università di Padova (ateneo a cui era iscritto) gli conferì la laurea “honoris causa”.

(Sintesi da “Enciclopedia dell’antifascismo e della Resistenza” Ed. La Pietra)

Il Presidente dell’ANPI Provinciale di Udine

Dino Spanghero

Presentazione alla stampa dell’esposto alla Procura della Repubblica contro il ricercatore Luca Urizio: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/04/16/news/fossa-comune-esposto-dell-anpi-contro-urizio-1.13304095?ref=search

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