Cecilia Deganutti “Giovanna” – “Rita”

insegnante (Udine 26.10.1914 – Trieste 4.4.1945)

Il suo primo impegno nella resistenza fu alla stazione di Udine l’assistenza agli internati militari che sostavano nei lunghi treni bestiame; con la nascita dell’Osoppo, divenne staffetta di quelle formazioni, collaboratrice di don Giorgio Vale, cappellano al tempio Ossario, uno dei centri di sostegno alla resistenza; quindi organizzatrice di ospedaletti da campo a Budoia e Attimis; infine valida collaboratrice della missione italiana (del Regno del Sud) “Bartolo – Marco”, che operava nella Bassa Friulana.

Il 23 dicembre 1944 il marconista della missione “Mauro” fu catturato dai tedeschi. Dopo 14 giorni fu rilasciato poiché aveva accettato di collaborare con il nemico.

“Rita” si trovava con uno dei componenti la missione, “Fabio” (il tenente triestino Vinicio Lago) in un bar di Udine, quando si accorse d’essere pedinata. Lo salvò conducendolo in un appartamento in cui sapeva l’esistenza di una via di fuga attraverso un lucernaio; poi tornò a casa sua, poiché temeva che la scelta della clandestinità avrebbe messo in pericolo i suoi.

La sera stessa fu arrestata, condotta nel carcere di Trieste, interrogata e torturata. La sorella Lorenzina, che riuscì a parlarle attraverso la grata di una cella, ha raccontato che il suo primo pensiero fu di chiedere se il suo arresto avesse causato problemi alla famiglia. Rassicurata, fece un sospiro di sollievo.

Il 4 aprile ’45, fu prelevata e condotta alla Risiera di San Sabba. Di lei non si seppe più nulla. Medaglia d’oro della Resistenza.

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