Appello del CLNAI del 10 giugno 1944

« Alle popolazioni italiane della Venezia Giulia »

« Lo svolgersi degli avvenimenti militari e politici ed il precisarsi dei compiti che per noi ne derivano, nella lotta di liberazione dei popoli, rende necessario che il Comitato di liberazione Nazionale per l’Alta Italia, rappresentante del pensiero e della volontà degli italiani delle regioni settentrionali del Paese, vi dica la sua parola e vi indichi i compiti che vi spettano.

Nel ventennio trascorso, il Governo fascista, inasprendo oltre ogni limite le violazioni del diritto di autodecisione dei popoli contenuto nei trattati di pace e rompendo con le tradizioni del Risorgimento italiano, ha progressivamente aggravato l’errata impostazione già data ai vari problemi risultanti dalla annessione delle nuove province e ha svolto, nei confronti delle popolazioni slave, una politica di oppressione e di snazionalizzazione che suona ingiuria al buon nome d’Italia e che la storia giudicherà delittuosa, a danno del diritto di vita civile di popolazioni praticamente indifese. Gli innumerevoli episodi di sopraffazione rappresentano una vergogna

per il governo fascista ed il Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia sa di interpretare la voce degli italiani nell’affermare alta e forte la condanna di tale sistema e modo di agire.

Il maggior delitto è costituito dalla vile aggressione armata dell’aprile 1941 ed allora si sono visti i popoli jugoslavi ergersi in piedi e, disarmati, con la forza della loro fede e del buon diritto, contrastare coi loro petti la violenza della forza bruta ed iniziare una gloriosa epopea culminata con la conquista delle libertà democratiche e della unità e indipendenza nazionale.

I migliori italiani comprendono i sentimenti di questi popoli e i motivi ideali che li muovono: l’espressione più alta di questa comprensione sono i Volontari, gli ufficiali e i soldati italiani, che combattono valorosamente gomito a gomito con i patrioti dell’esercito di liberazione del Maresciallo Tito. Per contro, anche in conseguenza dell’antica deleteria politica della monarchia asburgica, della quale i nazisti sono i continuatori, tendente a contrapporre le varie nazionalità, una parte degli italiani, specie fra le popolazioni delle province di confine, oscurata dalla propaganda degli ultimi venti anni e dall’attuale politica ingannatrice degli occupanti nazisti che si appoggia indifferentemente sui fascisti italiani, sulle guardie bianche-blu slovene e sugli ustascia, non vede con chiarezza l’attuale situazione ed ha ancora incomprensione e diffidenza verso le popolazioni slave.

Deve essere oggi chiaramente affermato e deve diventare convincimento di ogni italiano che i problemi derivanti dalla vicinanza e dalla convivenza dei due popoli occorre siano affrontati e risolti in uno spirito di mutua fratellanza e fiducia nel rispetto dei diritti nazionali di ciascuno, e che il popolo italiano riconosce la completa unità nazionale e l’indipendenza dei popoli jugoslavi che loro spetta di diritto, che viene consacrata col sacrificio del loro sangue migliore, conclamata dalle loro rappresentanze popolari e sanzionata dal supremo organo legislativo ed esecutivo della Jugoslavia federata e democratica. Le popolazioni italiane della Venezia Giulia, cui la presente esortazione è rivolta, non dimentichino che ogni popolo che si batte per la propria indipendenza e per le libertà democratiche, si batte anche per una causa comune a tutti i popoli.

Attraverso i primi contatti che il Comitato di Liberazione per l’Alta Italia ha avuto con rappresentanti dei popoli vicini si è potuto rilevare l’identità di vedute e di propositi, in tale spirito di fratellanza e fiducia, per la risoluzione dei problemi che sono di fronte a noi. Tale identità comincia ad assumere forma concreta nell’affermazione, da ambo le parti, che è prematuro e inopportuno l’iniziare oggi qualsiasi discussione sulle soluzioni territoriali derivanti dall’esistenza di popolazioni di nazionalità miste, problemi che dovranno essere risolti sulla base del principio di nazionalità e di autodecisione, tenendo presente la necessità della collaborazione economica fra i due popoli, efficiente garanzia degli interessi vitali delle singole nazioni e della esigenza di una solidarietà nella ricostruzione dei paesi devastati dall’occupazione nazifascista.

Tutte queste soluzioni debbono essere prospettate nel quadro della più larga e generale sistemazione politica ed economica dell’Europa. Sappiano dunque tutti che è nocivo alla più efficace condotta della guerra di liberazione, agli interessi italiani e al ristabilimento di rapporti pacifici e amichevoli fra italiani e slavi il soffermarsi oggi e il discutere soluzioni ipotetiche e arbitrarie che, come tali, non sono corrispondenti ai principi più sopra enunciati.

Oggi è il giorno dell’azione: il contributo che gli italiani delle province di confine sono in grado di dare e debbono apportare alla giusta causa comune ai due popoli è contributo di azione. Per riparare agli errori del passato e ai delitti del fascismo occorre impugnare le armi contro il tedesco occupante ed i traditori suoi vassalli. L’esempio dell’azione ci viene dato dalle tradizioni del nostro Risorgimento, dalla recente epopea dei popoli slavi, dal mirabile comportamento dei nostri Volontari della Libertà.

 

ITALIANI DELLA VENEZIA GIULIA!

Costituite senza indugio in ogni centro i vostri Comitati di Liberazione Nazionale e date vita ai Comitati antifascisti italo-sloveni e italo-croati, i quali oltre ad organizzare la lotta comune contro i comuni oppressori, avranno lo scopo di armonizzare gli interessi dei due popoli.

 

ITALIANI DELLA VENEZIA GIULIA!

Il vostro dovere é quello di arruolarvi nelle formazioni italiane che già si sono costituite e operano valorosamente in collaborazione con le truppe del Maresciallo Tito e nei reparti italiani che, al comando del Maresciallo Tito, combattono nelle nostre regioni la comune guerra di Liberazione, di aiutare in tutti i modi i partigiani, di organizzare nelle città formazioni di combattimento antinaziste, di passare al sabotaggio e alla resistenza in massa contro l’occupante. Le armate del Maresciallo Tito sono una parte dei grandi eserciti vittoriosi delle Nazioni Unite: voi lotterete al loro fianco come a fianco di fratelli liberatori: creerete così le premesse necessarie alla concorde soluzione dei problemi esistenti fra i due popoli, iniziando il nuovo periodo di civile vita italiana e di armonica convivenza internazionale ».

Questo articolo è inserito in La Resistenza in Friuli, Resistenza e Partigiani, Vecchio sito. Bookmark: permalink.

Comments are closed.