A Udine: presentazione libro LUCIANO RAPOTEZ COLPEVOLE PERCHE’ PARTIGIANO

Venerdì 18 marzo alle 18.00 presso il Palazzo della Provincia di Udine presentazione del libro “LUCIANO RAPOTEZ COLPEVOLE PERCHE’ PARTIGIANO” di Diego Lavaroni alla presenza dell’autore, del Presidente della Provincia Pietro Fontanini e del Presidente dell’Anpi Provinciale Dino Spanghero

Chi era Luciano Rapotez??
 

Nato a Muggia il 19 aprile 1920, dopo aver frequentato l’Istituto tecnico superiore, entrò nel mondo del lavoro come tornitore meccanico. Contemporaneamente prendeva contatti con le organizzazioni clandestine di antifascisti presenti nella sua cittadina e nel 1936 fu accolto in seno al Partito Comunista d’Italia. Chiamato alle armi, fu arruolato in Marina. Dopo l’8 settembre 1943 combattè nelle fila della Resistenza del Carso triestino confluendo nel battaglione “Triestino” . Nel dopoguerra, continuò la sua attività nelle organizzazioni antifasciste, affrontando i tempi complicati del Governo militare alleato. Il ritorno di quelle zone all’Italia non portò grandi benefici a chi aveva fatto come scelta di vita quella dell’antifascismo. L’Italia e l’Europa erano sotto la cappa della guerra fredda e del più sfrenato anticomunismo. In questo contesto, Luciano Rapotez fu coinvolto in una vicenda che segnerà la sua vita.  Arrestato nel gennaio 1955 dalla polizia italiana con l’accusa di rapina e omicidio, fu torturato per giorni interi affinché confessasse: e le torture indicibili lo portarono a confessare ciò che non aveva commesso, come dimostrò la conclusione del processo:  “assolto per non aver commesso il fatto”, dopo una detenzione preventiva di 34 mesi, che gli costarono la perdita del lavoro e la distruzione della famiglia. Questo trauma lo segnò per sempre e determinò la sua instancabile lotta contro l’arma vergognosa della tortura, che ancora nel nostro ordinamento non è perseguita come dovrebbe. Questa lotta senza quartiere e (come purtroppo succede in tante sacrosante lotte intraprese nel nostro Paese) “donchisciottesca”, fu largamente conosciuta dall’opinione pubblica come il “caso Rapotez”, raccontato in libri e filmati. Dopo la scarcerazione, Luciano Rapotez fu costretto a prendere la via dell’emigrazione in Germania dove restò fino al 1986, anno in cui rientrò in Italia e si stabilì a Udine.  Qui iniziò la sua attività nell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, di cui divenne Segretario Provinciale fino alla sua morte, avvenuta nel febbraio 2015.

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