A Tricesimo: Le memorie di un combattente

Giovedì 25 aprile 2019, ore 18 – Sala Consiliare
In occasione della Festa della liberazione l’associazione di volontariato Le Nuove Querce e l’ ANPI, con il patrocinio del Comune di Tricesimo presentano:
Oggi come allora: Vita di Giovanni Felice ( Polo)
Emigrante, clandestino, combattente antifranchista della guerra di Spagna, confinato a Ventotene, poi partigiano e dirigente comunista.
Intervengono:
Marco Puppini
Alessandra Kersevan
Elio Nadalutti

Felice Giovanni di Felice e Fabro Anna, 09/09/1905, Bruckberg (Germania). Fornaciaio, comunista. Di famiglia originaria di Buia (UD), come il fratello minore Enrico, dal 1919 al 1922 si sposta tra Torino dove lavora come ferriere alla FIAT, Buia, Gorizia e poi nuovamente Buia, finché nel 1922 emigra con regolare passaporto in Francia. Intanto dal 1921 è iscritto al PCd’I e, una volta in Francia, è membro della segreteria politica dei gruppi di lingua italiana del PCF per il Rodano. Arrestato più volte in Francia e infine espulso per attività politica, il 30 settembre 1936 si arruola nelle Brigate Internazionali ed viene assegnato alla 1. Compagnia del Battaglione Garibaldi. Combatte a Cerro de los Angeles, alla Città universitaria e poi a Pozuelo, dove il 5 dicembre 1936 rimane ferito al polmone destro. Viene subito ricoverato in ospedale a Cuenca poi il 20 dicembre spostato a Murcia e qui il 25 gennaio viene dichiarato invalido di guerra e spostato a lavorare al circolo mercantile di Albacete. Rimpatriato in Francia nel settembre del 1937, viene arrestato alla frontiera francese e incarcerato un mese a Perpignano. Rilasciato rientra a Lione dove risulta residente ma viene nuovamente arrestato alla fine di ottobre 1939 e internato al Vernet. Trasferito in Italia, il 30 agosto 1941 viene arrestato a Mentone e trasferito a Udine dove la Commissione provinciale, il 18 dicembre dello stesso anno lo destina al confino a Ventotene per cinque anni, insieme a Bon Novello, Buffone Giuseppe, Masut Amberto, Zaghet Olinto perché combattenti antifranchisti in Spagna. Liberato il 27 luglio 1943, rientra a Buia in agosto e qui è attivo nella Resistenza quale ispettore di zona della della Divisione Sud-Arzino operante nel settore di Feletto-Venzone-Tarcento e capitano del Battaglione Mazzini. Dopo la Liberazione continua nel suo impegno politico democratico. Muore a Udine il 29 agosto 1979

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